2A2N | Anna D'Hallewin

 
Visite: 930 9:57 PM - 4 May 2014   Categoria: Europe Categoria principale: Travels

Pisa

Antica Repubblica Marinara, Pisa è una città toscana nata e cresciuta lungo l’asse dell’Arno. Le insenature del fiume rendono suggestiva e mai uguale a se stessa la vista dei Lungarni e dei palazzi che si affacciano su di essi, che si possono ammirare dai cinque ponti che attraversano l’Arno o dai battelli fluviali. Del fascino dei Lungarni di Pisa hanno scritto, tra gli altri, Leopardi, Carducci, D’Annunzio e Foscolo.

La 
piazza del Duomo è il centro artistico e turistico più importante di Pisa. Annoverata fra i Patrimoni dell'Umanità dall'UNESCO dal 1897, vi si possono ammirare i monumenti che formano il centro della vita religiosa cittadina, detti miracoli (da Gabriele d'Annunzio) per la loro bellezza e originalità: la Cattedrale, il Battistero, il Campo Santo, e il Campanile, da cui il nome popolare di piazza dei Miracoli diffusosi poi nel dopoguerra, era del turismo di massa. Gabriele d'Annunzio utilizzò questo termine nel romanzo Forse che sì forse che no, del 1910:
"L'Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli"

Spesso il termine "piazza dei miracoli" viene confuso con un altro: Campo dei Miracoli. Quest'ultimo è un campo immaginario, presente nel racconto Pinocchio, dove il burattino veniva invitato dal Gatto e la Volpe a piantare degli zecchini d'oro per ottenere un albero delle monete. La similitudine tra "piazza dei miracoli" e "campo dei miracoli", unita al fatto che molte famose piazze italiane si chiamano appunto "campo" porta a questa confusione.

La piazza è pedonalizzata ed è ricoperta da un grande prato. Assunse l'aspetto definitivo solo nel XIX secolo, soprattutto ad opera dell'architetto Alessandro Gherardesca, che demolì alcune costruzioni preesistenti, innalzò la nuova residenza capitolare (abbattuta nel 1863) e si interessò al restauro dei celebri monumenti.

A differenza di altre città, il Duomo non sorge nel mezzo del centro storico, ma in una zona decentrata, più precisamente l'angolo nord-ovest. Tale scelta deriva sia dall'espansione della vecchia città alto medioevale, molto più piccola e quindi come segno di potere, sia perché vicino all'arcivescovado e costruito sopra una precedente chiesa sempre intitolata a Santa Maria. Il mantenimento, insieme a quello del complesso monumentale, è affidato fin dai tempi della sua costruzione all'Opera della Primaziale Pisana.

Pisa è la città di Galileo Galilei, che dà il nome al suo importante aeroporto internazionale e di cui nel 2009 si è celebrato il quarto centenario delle prime osservazioni astronomiche.

I quattro quartieri del centro storico della città rivivono le loro tradizioni in una delle principali manifestazioni storiche che si svolge nel mese di giugno, in occasione delle festività legate al patrono San Ranieri. All’imbrunire del 16 giugno, per tutta la notte, i Lungarni spengono le proprie luci e si illuminano con candele poste su telai che ricalcano i profili dei ponti e delle finestre dei palazzi: è la magica atmosfera della Luminara.

I quartieri del centro storico di Pisa mantengono una loro identità dal sapore medievale; basta addentrarsi nelle vie e nei vicoli. Passeggiare per quelle strade consente di scoprire angoli e piazze suggestive, chiese di antica bellezza, trattorie a base di cucina tipica toscana.

Pisa è città della ricerca e degli studi universitari, con la presenza di istituti di eccellenza nazionale ed internazionale: la Scuola Normale Superiore, nella suggestiva Piazza dei Cavalieri, e la Scuola di Studi Superiori e di Perfezionamento Sant’Anna, nella bella Piazza dei Martiri della Libertà, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Pisa è polo ospedaliero di eccellenza, è nautica da diporto, è industria biomedicale e farmaceutica. Sarà nei prossimi anni nuovamente porto, con l’avvio dei lavori del porto turistico.

Fermarsi a Pisa consente di fruire di una città a “misura d’uomo”, da vivere con “lentezza”, popolata da tanti giovani che amano, a partire dalla bella stagione, ritrovarsi sulle “spallette” dell’Arno.

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